Sinistra, scocca l’ora della responsabilità
5ove05bWed, 07 May 2008 21:46:41 +0000e 3, 2007Dibattito La scelta di SD di lavorare ad un soggetto unitario è la più razionale, oltre che la più coerente con il progetto della SA. Adesso bisogna coinvolgere tutti in questa impresa, dai sostenitori della falce e martello fino ai socialisti di Boselli. E’ importantissimo che ogni cultura della sinistra, dalla più radicale alla più moderata, non vada dispersa. Il futuro politico dipende da noi
Che il voto del 13 e 14 aprile abbia segnato una vera e propria sconfitta per le forze che hanno dato vita alla Sinistra Arcobaleno è fuori discussione. Che la linea politica “solitaria” e fallimentare di Walter Veltroni abbia prodotto dei risultati disastrosi, rimandando Berlusconi e Bossi al governo del nostro Paese è sotto gli occhi di tutti. Anche se in alcune realtà locali, come la provincia di Foggia, c’è stata una “piccola” inversione di tendenza: per esempio la vittoria dei ballottaggi per il centrosinistra nel comune di S. Giovanni Rotondo o il recupero di voti per la Sinistra Arcobaleno, che passa dalla media del 3% nazionale al 6% delle provinciali, anche se abbiamo incassato, in questo caso, un’altra durissima sconfitta per il governo della Capitanata, con Antonio Pepe (Pdl) eletto ai ballottaggi dopo l’apparentamento con l’Udc e la Destra contro Paolo Campo (centrosinistra). Una sconfitta mai registrata prima d’ora. Non a caso, il governo della Capitanata era sempre stato in mano al centro-sinistra sin dal dopoguerra. Il recupero di voti da parte della Sinistra Arcobaleno è sicuramente dovuto all’elemento di novità rappresentato dai candidati (giovani) rispetto al Partito Democratico, che proprio a Cerignola perde oltre il 6% rispetto alla media nazionale, passando dal 35% al 29%. Un’emorragia di voti causata molto probabilmente da una bocciatura degli elettori verso le candidature dei “soliti noti”, ma non andrebbero escluse ulteriori responsabilità rispetto ad un’amministrazione comunale troppo poco vicina ai bisogni dei cittadini. Di analisi post-voto ne sono state fatte in abbondanza. Abbiamo capito quali sono le cause della sconfitta (sia nazionale che locale), ognuno si è assunto la propria responsabilità e ora non ci resta altro che riflettere su quello che dobbiamo fare in futuro, per creare le condizioni affinché in Italia continui ad esistere un soggetto politico della sinistra, che possa rappresentare ad ogni livello e in ogni realtà il mondo del lavoro, dei diritti, della pace e della solidarietà e dell’uguaglianza. Dopo il fallimento della Sinistra Arcobaleno, i primi a tirarsi fuori dal processo unitario sono i comunisti “dilibertiani”, che rilanciano una “costituente comunista” per ri-creare un partito con la falce e martello e raccogliere al massimo il 2% dei consensi elettorali.I Verdi sono impegnati in una discussione interna che vede una componente strizzare l’occhio al PD, mentre Rifondazione è divisa tra chi vuole la “federazione” delle forze della sinistra (già bocciato dagli elettori), tra chi vuole un ritorno alla falce e martello (ipotesi che rappresenta un notevole passo indietro) e chi vuole esplicitamente costruire le condizioni per dar vita ad un soggetto politico unico e plurale della sinistra italiana. Dinanzi a queste condizioni, Sinistra Democratica è orientata a dar vita ad un soggetto unico della sinistra, che però a differenza della Sinistra Arcobaleno, che si è rivelato un “puro cartello elettorale” dovuto a decisioni verticistiche sul simbolo, candidature e scelte troppo affrettate (motivate anche dalla mancanza di tempo per l’imminenza delle elezioni), dovrà essere un soggetto politico veramente plurale e aperto ad associazioni e società civile.
La scelta di SD è la più razionale, oltre che la più coerente con il discorso già iniziato con la Sinistra Arcobaleno, ma il problema più grande sorge nel momento in cui si vuol dar vita ad un soggetto del genere “con chi ci sta”.
E’ vero che dobbiamo uscire dall’ottica della sommatoria elettorale, ma è anche vero che in Italia ci sono milioni di uomini e donne che devono essere rappresentati nelle Istituzioni e anche in Parlamento. L’attuale scenario politico è il più oscuro della “storia attuale”, in quanto per la prima volta dal dopoguerra, i comunisti, i socialisti, la sinistra tutta è fuori dalle aule della Camera e del Senato. Il buon Piero Fassino ha dichiarato di voler rappresentare le istanze della Sinistra in Parlamento, ma dubito che dal Partito Democratico possa arrivare una simile rappresentanza, avendo nel gruppo Calearo, Colaninno, Binetti e il generale Del Vecchio e il professor Ichino.
Dinanzi a questo immenso problema, che vedrà appunto la sinistra fuori dalle aule parlamentari per un po’ di tempo (sperando che il governo Berlusconi cada quanto prima), abbiamo da valutare due scelte essenziali per la nostra sopravvivenza e per la sopravvivenza delle nostre idee:
1) Cogliere la provocazione di Marco Pannella che, in occasione dell’assemblea dei mille di Chianciano, ha affermato che nella galassia radicale esiste posto anche per la sinistra di alternativa e di governo, libertaria, liberale e popolare, in quanto sono tanti i temi su cui si concorda, come la laicità, i diritti delle persone ecc. con qualche chiarimento sul liberismo economico. Un modo come un altro per dirci di andare a fare la sinistra del PD.
Una prospettiva, quest’ultima, che in realtà non auspico, in quanto adoperarsi per essere la sinistra interna ad un partito che di sinistra ormai non ha più niente è un’ipotesi che qualcuno ha giustamente definito “improduttiva”, oltre che incoerente, poichè si sa quanto potrebbe pesare la voce della sinistra in questo partito.
2) Più auspicabile sarebbe gettare da subito le basi per un soggetto unico della sinistra, ma che sia in grado di raccogliere tutti, dai sostenitori della falce e martello, fino ai socialisti di Boselli. E’ importantissimo che ogni cultura della sinistra, dalla più radicale alla più moderata, non vada dispersa, in quanto significherebbe per essa (ma anche per tutti noi) la definitiva scomparsa dalla scena politica.
Questa dispersione è quello che dobbiamo assolutamente evitare, puntando sulla nostra capacità di dialogo con la gente. E’ arrivato il momento di assumerci una responsabilità, dalla quale dipenderà la vita stessa e il futuro della sinistra. Adesso basta attribuire la colpa agli altri.

Pubblicato da redazione_sito
